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"Scarsa trasparenza sul piano rinnovabili. Dividendo e remunerazione dell'ad troppo elevati"

La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi, 10 maggio, per l'undicesimo anno consecutivo all'assemblea degli azionisti di Eni, la più grande impresa italiana - controllata al 30,10% dal Ministero del Tesoro - con interessi che spaziano dal petrolio al gas, dalla chimica all’ingegneria. «Quest'anno interveniamo per la prima volta a nome della rete europea di investitori istituzionali SfC - Shareholders for Change, di cui siamo soci fondatori», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE. «In particolare, voteremo assieme agli investitori francesi Ecofi Investissements e Meeschaert Asset Management, soci fondatori di SfC, che detengono in tutto circa 150.000 azioni di Eni».

Nei suoi interventi, e nelle 60 domande inviate prima dell'assemblea in collaborazione con le associazioni Re:Common e Global Witness, la Fondazione di Banca Etica critica in particolare gli investimenti della società in Congo-Brazzaville, Nigeria e Basilicata, oltre al piano di investimenti nelle rinnovabili, presentato nel 2016.

«Abbiamo detto sin dall'inizio che il piano ci sembrava assolutamente inadeguato. Sono passati due anni e la società non fornisce ancora informazioni in bilancio sul suo stato di avanzamento e questo è grave. Gli azionisti hanno il diritto di sapere quanti Megawatt di potenza siano stati già installati nel fotovoltaico e se si intenda anche investire in altre tecnologie, come l'eolico o le biomasse», continua Baranes.

Voto contrario sulla ripartizione degli utili, destinati per l'85,4% agli azionisti come dividendo e sul piano di remunerazione. «Destinare quasi tutto l'utile ai dividendi è sbagliato. La società ha bisogno di investimenti, soprattutto in questa fase di delicata transizione verso un'economia sempre meno dipendente dal petrolio», aggiunge Andrea Baranes. «Anche la paga dell'amministratore delegato Descalzi è troppo elevata: la remunerazione variabile è 4,47 volte superiore a quella fissa. Il nostro limite, proposto da Ecofi Investissements, è 2 volte». Sul piano di remunerazione peserà il voto contrario sia di Ecofi sia di Meeschaert.

La Fondazione, rappresentata da Mauro Meggiolaro è interviene sul Punto 1 e Punto 3 dell'Ordine del giorno dell'Assemblea, qui di seguito gli estratti:

icon Eni AGM 2018 - Intervento punto 1

icon Eni AGM 2018 - Intervento punto 3

Foto By Alf van Beem [CC0], from Wikimedia Commons

 

Condividiamo il comunicato e l'appello della Campagna Abiti Puliti che oggi 8 maggio, in occasione del General Annual Meeting di H&M, richiama l'attenzione sul salario dignitoso a 850.000 lavoratori tessili della filiera entro il 2018, una promessa annunciata ma si riscontra è sparita dalla comunicazione aziendale del marchio. Di seguito il comunicato della Campagna Abiti Puliti e il testo dell'Appello H&M mantieni le tue promesse:

Mentre gli azionisti di H&M si riuniscono a Stoccolma per l'incontro annuale (AGM), la crescente coalizione internazionale che promuove la campagna "Turn Around, H&M!" richiama l'attenzione sul fatto che H&M stia lasciando senza risposte centinaia di migliaia di lavoratori in attesa di ricevere un salario dignitoso.

Nel 2013 H&M annunciava che 850.000 lavoratori avrebbero ricevuto un salario dignitoso entro il 2018. Invece di materializzarsi nelle buste paga dei lavoratori, l'obiettivo stesso è scomparso dalla comunicazione aziendale, proprio come i documenti originali sono scomparsi dal sito web. La comunicazione aziendale di H&M oggi si riferisce solo all'introduzione del metodo del salario equo per le fabbriche dei fornitori. Gli 850.000 lavoratori e i loro redditi effettivi non fanno più parte del messaggio.

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Si svolgerà a Prato dal 3 al 6 Maggio la terza edizione del Mediterraneo Downtown, il festival che parla delle culture dei popoli che condividono il mediterraneo, uno spazio di dialogo in cui si stimola il potenziale ruolo dell'Italia come naturale “cerniera” tra questo Mediterraneo e l'Europa politica, delle sue istituzioni e dei suoi cittadini.

La Fondazione partecipa sabato 5 maggio con un talk show sul tema Finanza Etica e le esperienze nei paesi del mediterraneo.

Lo spazio per diversi modelli economici e finanziari c’è, e va allargato giorno dopo giorno”, dice Andrea Baranes, presidente della Fondazione Finanza Etica, della rete di Banca Etica.  Con lui ne parleranno Jordi Ibanez Pulido, direttore della Fundacion Fiare e Filomena Maggino, presidente dell’associazione italiana per gli studi sulla qualità della vita e membro del gruppo “Educazione allo sviluppo sostenibile” dell’Allenaza per lo sviluppo sostenibile.

 15:30 Salone del Consiglio Comunale - Prato

Modera:

  • Luca Gaballo – Rainews24

Con:

  • Andrea Baranes – Presidente Fondazione Finanza Etica – Italia
  • Filomena Maggino –  Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile – Italia
  • Jordi Ibanez Pulido Direttore Fundacion Finanzas Eticas – Spagna

Scopri il ricco programma del Mediterraneo Donwtown, visita il sito clicca qui 

 
 

"Nessuna risposta alle nostre domande.

Torniamo in assemblea per l'acqua pubblica"

La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la seconda volta all'assemblea degli azionisti di Acea, la multiutility controllata dal Comune di Roma e dai gruppi Caltagirone e Suez, che gestisce servizi idrici, elettrici e il trattamento dei rifiuti.

«Siamo presenti come azionisti critici in collaborazione con il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e le rete europea di investitori istituzionali SfC - Shareholders for Change», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE, che interviene sul primo punto all'ordine del giorno (approvazione del bilancio). Gli azionisti critici si concentreranno in particolare sulla controllata Acea Ato 2, che gestisce i servizi idrici a Roma e in altri 110 comuni.

«La scorsa estate nell'Ato 2 del Lazio si è verificata una grave crisi idrica, dovuta anche alla notevole dispersione della rete Acea, pari al 45% del totale nel comune di Roma. Chiediamo alla società di spiegarci se intenderà utilizzare gli utili societari per finanziare i necessari interventi sulla rete, come richiesto dalla conferenza dei sindaci. Finora, infatti, gli investimenti sono stati assolutamente inadeguati. Al primo posto sono stati messi i profitti per gli azionisti». Un tema, questo, che sarà ripreso anche dal Forum dei Movimenti per l'Acqua, che lamenta una carenza di investimenti in Acea Ato 2 per oltre 370 milioni di euro dal 2012 al 2015, mentre negli stessi anni è stato distribuito agli azionisti il 93% degli utili.

Nel novembre del 2017, i rappresentanti di Fondazione Finanza Etica si sono incontrati a Roma con il presidente di Acea, Luca Lanzalone. «Dopo l'incontro sono rimaste aperte molte domande a cui la società non ha mai risposto. La lettera che abbiamo inviato a dicembre è stata semplicemente ignorata. Ripeteremo le domande in assemblea. Ci interessa sapere, in particolare, se gli azionisti privati stiano facendo attività di trading sui titoli della società. La quotazione in borsa della società non ha senso se aiuta solo la speculazione», spiega Andrea Baranes.

icon Acea AGM 2018 - Comunicato Stampa

La Fondazione, rappresentata dal presidente Andrea Baranes è intervenuta sul Punto 1 dell'Ordine del giorno dell'Assemblea, qui di seguito l'intervento

icon Acea AGM 2018 -Intervento punto 1

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