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"Del denaro della finanza e delle fedi" è il titolo del dossier pubblicato sul numero di novembre del mensile Mosaico di Pace, il documento, a cura di Nicoletta Dentico e Rosa Siciliano, intreccia le riflessioni di esponenti di culture e fedi diverse ma accomunate dalla necessità di un uso responsabile del denaro, risultato di un percorso chiamato "Fedi e Finanza" il cui obiettivo è quello di riflettere sul rapporto tra la finanza e i valori delle varie fedi coordinato Banca Popolare Etica e dalla rivista “Mosaico di pace” (promossa dal movimento “Pax Christi”), col supporto scientifico dell’Istituto Jacques Maritain.
 

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 Il progetto Profit - Promoting Financial Awareness and Stability - intende promuove tra i cittadini europei l'informazione e la conoscenza delle questioni finanziarie, attraverso la realizzazione di una piattaforma online. La piattaforma Profit sarà uno strumento alla portata di tutti, in grado di fornire informazioni, consigli e approfondimenti validi per migliorare il livello di partecipazione attiva dei consumatori/risparmiatori/piccoli investitori nel mercato.

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19 dicembre 2016
ore 15 - 19
Sala ISMA, Senato della Repubblica
Piazza Capranica
Organizzato da Fondazione Culturale Finanza Etica, Fondazione Lelio e Lisli Basso ISSOCO e il Tribunale Permanente dei Popoli.

E’ possibile immaginare un paradigma diverso, che serva davvero al nostro Paese? 

Il binomio grande opera/grande evento è spesso evocato come una irrinunciabile opportunità per le comunità, un sogno di sviluppo capace di generare nuove energie, nuove potenzialità di convivenza. I fatti dimostrano che, in realtà, questo binomio solo occasionalmente produce utilità sociale, mentre si accompagna sovente a prassi autoritarie e poco rispettose delle comunità coinvolte, a forzature gestionali e amministrative, talora non disgiunte da profili di opacità se non di illegittimità e illiceità. Talune indagini, anche penali, hanno evidenziato che i sistemi costruiti sui meccanismi della deroga, del commissariamento, delle privatizzazione, dell’eterna emergenza per mettere subito in cantiere opere faraoniche che violentano il territorio e arricchiscono i grandi operatori economici, producono un meccanismo perverso di rapporti tra politica, enti istituzionali e imprese. Questo agevola l’inserimento di operatori spregiudicati e refrattari all’osservanza della legalità e dei controlli.
La prospettiva della grande opera, presentata come realizzazione di un sogno collettivo, porta in dote una ben più prosaica realtà: una privatizzazione di programmazione e di decisioni apparentemente pubbliche, con spazio a concessionari, general contractors, progettisti-consulenti, i quali finiscono per dettare condizioni agli enti pubblici, stabilire in concreto tempi (e inevitabili contrattempi) dei lavori, autocertificare i costi. Un  meccanismo dagli effetti deleteri per le comunità locali, talora coinvolte in esercizi formali di consultazione, più spesso strette nella morsa securitaria di gestione dei lavori, con grave lesione per gli spazi della democrazia.  

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Regole per il mondo finanziario e bancario italiano: la legge di Bilancio approvata pochi giorni fa in Senato disciplina e agevola, per la prima volta, la finanza etica nel nostro paese. 
Con questo passaggio la Finanza Etica ottiene, oltre al riconoscimento del valore economico e finanziario, quello legislativo del valore sociale e ambientale: un risultato importante per il lavoro del Gruppo Banca Etica e per cui Banca Popolare Etica esprime apprezzamento. 
Il 7 dicembre il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di Bilancio recante al suo interno un emendamento sulla finanza etica al fine di incentivare le banche a valutare i finanziamenti alle imprese in base a criteri di sostenibilità sociale e ambientale e a investire su no profit, volontariato, ong.

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“Sul cammino iniziato all'ONU per la messa al bando delle armi nucleari: Italia Ripensaci!” E' questa la richiesta che il movimento Senzatomica e la Rete Italiana per il Disarmo, di cui la FCRE fa parte, ha inoltrato con una lettera aperta al primo ministro Matteo Renzi e al ministro Gentiloni chiedendo di non indugiare oltre e di prendere posizione a favore dell'eliminazione degli ordigni nucleari. Entro il 12 dicembre l’Assemblea Generale è infatti chiamata a ribadire il voto sulla risoluzione L41 avvenuto lo scorso 27 ottobre nell’ambito del Primo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: con tale decisione la maggioranza degli Stati Membri ONU ha impegnato gli Stati membri a iniziare nel 2017 i negoziati al fine di elaborare uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca le armi nucleari. L’Italia non ha sostenuto la risoluzione, nonostante la grande tradizione anti-nuclearista del nostro Paese. “Crediamo che l’Italia potrebbe mandare un importante segnale scegliendo di modificare il proprio voto in occasione del voto in Assemblea Generale - si legge nella missiva inviata da Senzatomica e Rete Disarmo - La storia e la cultura dell’Italia stanno dalla parte del multilateralismo e della fiducia nei negoziati internazionali”. 
“Bisogna trovare il coraggio di agire adesso, per conto dell’umanità presente e futura”

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