Regole per il mondo finanziario e bancario italiano: la legge di Bilancio approvata pochi giorni fa in Senato disciplina e agevola, per la prima volta, la finanza etica nel nostro paese. 
Con questo passaggio la Finanza Etica ottiene, oltre al riconoscimento del valore economico e finanziario, quello legislativo del valore sociale e ambientale: un risultato importante per il lavoro del Gruppo Banca Etica e per cui Banca Popolare Etica esprime apprezzamento. 
Il 7 dicembre il Senato ha approvato in via definitiva la Legge di Bilancio recante al suo interno un emendamento sulla finanza etica al fine di incentivare le banche a valutare i finanziamenti alle imprese in base a criteri di sostenibilità sociale e ambientale e a investire su no profit, volontariato, ong.

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“Sul cammino iniziato all'ONU per la messa al bando delle armi nucleari: Italia Ripensaci!” E' questa la richiesta che il movimento Senzatomica e la Rete Italiana per il Disarmo, di cui la FCRE fa parte, ha inoltrato con una lettera aperta al primo ministro Matteo Renzi e al ministro Gentiloni chiedendo di non indugiare oltre e di prendere posizione a favore dell'eliminazione degli ordigni nucleari. Entro il 12 dicembre l’Assemblea Generale è infatti chiamata a ribadire il voto sulla risoluzione L41 avvenuto lo scorso 27 ottobre nell’ambito del Primo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite: con tale decisione la maggioranza degli Stati Membri ONU ha impegnato gli Stati membri a iniziare nel 2017 i negoziati al fine di elaborare uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca le armi nucleari. L’Italia non ha sostenuto la risoluzione, nonostante la grande tradizione anti-nuclearista del nostro Paese. “Crediamo che l’Italia potrebbe mandare un importante segnale scegliendo di modificare il proprio voto in occasione del voto in Assemblea Generale - si legge nella missiva inviata da Senzatomica e Rete Disarmo - La storia e la cultura dell’Italia stanno dalla parte del multilateralismo e della fiducia nei negoziati internazionali”. 
“Bisogna trovare il coraggio di agire adesso, per conto dell’umanità presente e futura”

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di Andrea Baranes su nonconimieisoldi.org
Dicembre 2016
 
Quasi tre anni fa avevamo scritto che, nel contrastare le peggiori forme di speculazione, finalmente l’Europa stava facendo qualche passo in avanti. Ci riferivamo in particolare alla possibilità di scommettere sul prezzo di cibo e materie prime, ovvero sulla fame dei più poveri. L’articolo si chiudeva dicendo che molto rimaneva da fare, e che non bisognava abbassare la guardia di fronte al potere delle lobby finanziarie. Di fatto tre anni non sono bastati per vedere una regolamentazione in vigore in tutta Europa, ma soprattutto sembra proprio che la montagna potrebbe partorire il famigerato topolino.
La speculazione sul cibo 

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Valori dicembre 2016-gennaio 2017è uscito. Con un dossier di copertina dedicato a una realtà economica che già offre servizi sociali e cure sanitarie a 230 milioni di cittadini europei: le mutue. Candidate a diventare protagoniste dei servizi di welfare di domani come terza via di risposta ai bisogni delle persone, tra un sistema pubblico che fatica e le assicurazioni sanitarie private che si espandono guardando innanzitutto al profitto. In un settore bisognoso di regole comuni europee(cui la Germania resiste a protezione dei propri colossi assicurativi privati), vivace in Francia e ricco ma frammentato in Italia.

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dal sito http://www.lscmt.units.it/osti/areefragili.htm di LEDA, LecceAree Fragili è il titolo del convegno annuale che approfondisce i temi legati alla ricerca sociologica in territori ad alto rischio di fragilità, l'appuntamento scientifico e divulgativo sulle migliori esperienze di resistenza e promozione delle aree rurali italiane fragili dal punto di vista ambientale e sociale. 
Il il titolo e il tema della XII^ edizione, sempre a Rovigo dal 17 al 18 marzo 2017, è "Alfabetizzazione, apprendimento, arte. Il divario culturale delle aree rurali fragili europee", dove il termine divario è una consapevole provocazione che intende sollevare l'attenzione su cultura e gerarchie del sapere, quanto pesano nelle relazioni fra persone e territori. Con la scelta del tema "divario culturale" si intende verificare se e quanto la cultura è uno strumento di crescita per comunità rurali definibili come interne o marginali, poco resilienti o fragili.

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