Firenze resta in Banca Etica

Si può fare! Ora, se Comuni, Regioni ed enti locali vogliono rimanere o entrare a far parte della compagine associativa di Banca Etica possono farlo: basta volerlo. Così ha deciso il Comune di Firenze che, su iniziativa dei consiglieri Stefania Collesei e Alessio Rossi, ha approvato all'unanimità dei presenti un ordine del giorno che chiede all'Amministrazione comunale di non dismettere le quote della partecipazione azionaria a Banca Etica che già il Comune deteneva. Ciò è stato possibile in virtù della nuova Legge di Bilancio 2018 che ha introdotto una deroga all'obbligo per gli Enti Locali di dismettere le quote nelle società partecipate cui erano obbligati dal Decreto Legislativo n.175/2016.

Molti enti locali e Regioni che erano soci di Banca Etica negli scorsi mesi avevano dismesso le loro quote. Altri, forse, avrebbero voluto entrare nella compagine associativa della Banca, ma trovavano un ostacolo in questo decreto legge. Ora questi enti pubblici possono restare o entrare in Banca Etica, anche con quote minime, ma per testimoniare che attraverso la finanza etica si possono tutelare e promuovere gli interessi pubblici della comunità, i beni comuni e lo sviluppo economicamente, sociale e ambientalmente sostenibile del paese.

Però, come per il Comune di Firenze, ci vuole una iniziativa di consiglieri comunali e la consapevolezza attiva da parte dell'Amministrazione. Noi speriamo che tanti enti locali e Regioni seguiranno la strada tracciata da Firenze.

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