Il mese in un'occhiata

da Action!, n. 9/2017
 
Sì, è successo ancora. L’otto settembre il gigante petrolifero italiano, l’ENI, ha rivelato di essere sotto indagine da parte della Procura di Milano e della Guardia di Finanza per quel che riguarda l’accordo sottoscritto a Brazzaville, capitale del Congo. Nel suo report “How to lose $4bn”, pubblicato a ottobre 2015, l’ONG britannica Global Witness (GW) aveva sollevato importanti domande sull’accordo sottoscritto dall’ENI e sui collegamenti con i funzionari congolesi.  
La stessa domanda avanzata dal report è stata posta da Re:Common e Fondazione Finanza Etica durante gli annuali meeting generali dell’azienda nel 2016 e 2017. «L’attenzione sulla governance interna dell’ENI - ha affermato Barnaby Pace, un attivista di Global Witness - sta crescendo. Il suo amministratore delegato e altri alti funzionari stanno già affrontando un processo per corruzione per un accordo milionario per il sito di estrazione petrolifera OPL 245 in Nigeria; ora scopriamo che la società è sotto indagine anche in Congo.  Queste accuse di corruzione dovrebbero preoccupare profondamente gli investitori di ENI». 
Il report di Global  Witness ha rivelato che in Repubblica del Congo una società i cui beneficiari rimangono sconosciuti - e che ha storici legami con funzionari di alto rango - ha ricevuto lucrativi pacchetti azionari in molti siti di estrazione petrolifera gestiti da multinazionali del petrolio, inclusa l’ENI.
Recentemente ENI ha confermato il proprio non coinvolgimento in qualunque presunto illecito.  

 

 

THE MONTH AT A GLACE

Yes, it happened again. On 8 September, the Italian oil giant Eni, engaged by our Foundation since 2008, revealed that they are under investigation by the Milan Public Prosecutor and the Italian financial police over their deals in Congo Brazzaville. The British NGO Global Witness (GW) raised serious questions about Eni's deals and connections to Congolese public officials in its report "How to lose $4bn", published in October 2015. The same questions raised in the report have been asked to Eni by Global Witness, Re:Common and Fondazione Finanza Etica at the company's Annual General Meetings in 2016 and 2017. «The concerns over Eni's governance are piling up. Its CEO and other senior executives already face trial over its corrupt billion dollar deal for Nigerian oil block OPL 245 - now we learn it is under investigation in Congo. These allegations of serious criminality should deeply concern Eni's investors», said Barnaby Pace, a Campaigner at Global Witness. The report by GW revealed that in the Republic of Congo, a company whose beneficiaries remain uncertain – and which has historical connections to high ranking public officials - received lucrative stakes in several oil fields managed by international oil companies, among them Eni. Eni has recently confirmed it non-involvement in any alleged wrongdoing.
 
 

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