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Tra il 26 e il 27 maggio si svolgerà a Taormina, in Sicilia, il 43° vertice del G7. La Coalizione Italiana contro la Povertà, espressione italiana di un più vasto movimento globale contro i meccanismi che generano povertà e disuguaglianza nel mondo, a cui ha aderito anche la Fondazione Finanza Etica, sarà presente quale interlocutore chiave per portare le istanze della società civile alle istituzioni italiane e ai leader dei paesi del G7 esortando questi ultimi ad aprire le orecchie rispetto a grandi questioni non più prorogabili al centro della nuova Agenda di Sviluppo Sostenibile che ha dato origine agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDGs). Di seguito il comunicato stampa della Campagna GCAP a pochi giorni dall'inizio del vertice. 
 
La pagina bianca della dichiarazione di Taormina non deve diventare una pagina nera 
Alla vigilia del Summit di Taormina, la società civile internazionale esprime forte preoccupazione: “Si rischia un grave nulla di fatto su tante sfide globali, dalla crisi umanitaria in Africa al cambiamento climatico ai flussi migratori. C’è il pericolo che vengano accantonati anche impegni come l’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da ben 200 stati. Bastano 2 anni a far dimenticare le nostre responsabilità nei confronti di tutti i popoli della terra? Noi non ci stiamo!”. 

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"Dividendi pagati con i cacciabombardieri al Kuwait? Leonardo rispetti la legge 185/90!" 
 
Roma, 16 maggio 2017. 
 
La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la seconda volta all'assemblea degli azionisti di Leonardo-Finmeccanica, il principale produttore italiano di armamenti il cui maggiore azionista è il Ministero del Tesoro italiano con il 30,2%. «Interverremo come azionisti critici con il sostegno del movimento pacifista Rete Italiana per il Disarmo di cui siamo soci fondatori», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. L'intervento della Fondazione criticherà il progressivo sbilanciamento del Gruppo Leonardo verso la produzione militare e la controversa commessa da 7,95 miliardi di euro per la fornitura di 28 cacciabombardieri Eurofighter Typhoon al Ministero della Difesa del Kuwait. «Riteniamo che la strategia di sviluppo di Leonardo sia in chiaro contrasto con la legge 185/90 sul controllo dell'esportazione di armamenti», dichiara Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo. «Invece di convertire a fini civili la produzione, come previsto dall'articolo 1 della legge, Leonardo sembra essersi ormai assestata su un mix di produzione ampiamente sbilanciato sul settore militare da cui, nel 2016, ha ricavato il 64% del fatturato totale»
La commessa del governo del Kuwait ha fatto crescere gli ordini di Leonardo del 61,3% rispetto al 2015. Grazie all'incasso del primo anticipo sulla commessa, il comparto aeronautico del Ggruppo ha chiuso in positivo (+0,4%) mentre tutti gli altri comparti sono scesi rispetto al 2015. 

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"No all’esportazione di bombe dalla Sardegna ai sauditi. Guerra in Yemen contro il diritto internazionale”.
 
 
Berlino, 9 maggio 2017.
La Fondazione Finanza Etica (FFE) partecipa oggi per la prima volta all'assemblea degli azionisti di Rheinmetall, uno dei principali produttori tedeschi di armamenti. «Entriamo in assemblea delegati dall’ONG tedesca Urgewald su proposta del movimento pacifista Rete Italiana per il Disarmo», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. L'intervento della Fondazione criticherà l’esportazione di bombe da parte della controllata italiana RWM Italia SpA dalla Sardegna all’Arabia Saudita. «Come dimostrato dal “Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen”, trasmesso il 27 gennaio scorso al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, le bombe esportate ai sauditi sono utilizzate per bombardare lo Yemen, in una guerra che non ha alcuna legittimazione dal punto di vista del diritto internazionale e che ha generato oltre seimila morti tra i civili, di cui mille bambini», dichiara Francesco Vignarca, coordinatore di Rete Disarmo. «Nell'ultima relazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri italiano sul commercio degli armamenti per l'anno 2016, depositata in parlamento il 26 aprile, si legge che RWM Italia è salita al terzo posto per giro d'affari nel settore difesa in Italia con un aumento delle commesse per 460 milioni di euro. Le nuove autorizzazioni richieste al governo italiano sono 45 per l'esportazione di circa 20.000 bombe in particolare verso “Paesi MENA” (Medio-Oriente e Nord-Africa). Chiederemo se, ancora una volta, si tratta dell’Arabia Saudita», continua Vignarca.

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La scheda Finanza e Migranti fornisce gli elementi fondamentali di conoscenza dei meccanismi di accoglienza di profughi e richiedenti asilo in Italia e ad illustrare le strategie europee per affrontare l'emergenza migranti, approfondisce le tematiche relative al contributo degli immigrati all’economia nazionale e al ruolo dell’inclusione finanziaria nella costruzione di una cittadinanza plurale.
 
Testo a cura di Simone Grillo - Banca Popolare Etica, Simone Siliani - Fondazione Finanza Etica
Si Ringrazia Giulia Tosetti autrice della Tesi di Laurea “I movimenti del denaro in un progetto migratorio”, triennale SECI- Scuola di Economia e Management. Università di Firenze, aa 2014/2015 per aver acconsentito all’utilizzo di alcuni dati presenti nella sua ricerca.
Testi chiusi il 3 maggio 2017
"Bene il NO al carbone insanguinato dalla Colombia. Ora serve un piano per la chiusura delle centrali”
 
C_S_Venerdì 5 maggio

La Fondazione Finanza Etica (FFE) ha partecipato ieri per il decimo anno consecutivo all'assemblea degli azionisti di Enel, gigante italiano dell’elettricità controllato al 23,6% dal Ministero del Tesoro.

«Nel 2007 abbiamo comprato 250 azioni di Enel», spiega Andrea Baranes, presidente di FFE, fondata nel 2003 da Banca Etica. «Da allora interveniamo alle assemblee con il sostegno di organizzazioni come Re:Common e dei comitati locali contro le centrali inquinanti. Facciamo domande sui rischi ambientali e sociali dell’attività dell’impresa e sulla sua presenza nei paradisi fiscali».

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