Giovedì 22 maggio la Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Fcre) ha partecipato all'assemblea degli azionisti di ENEL come azionista critico. Prima dell'assemblea Fcre ha inviato a Enel circa 80 domande - ai sensi dell'art. 127-ter del TUF - in particolare sulla presenza di ENEL e delle sue controllate in paesi a fiscalità agevolata e sui progetti di Enel in Guatemala e Colombia. Alle domande è stata data risposta in un fascicolo messo a disposizione degli azionisti il giorno dell'assemblea. La Fondazione chiederà che il fascicolo sia pubblicato online e reso disponibile a tutti gli interessati.
 
L'ultima assemblea dell'era Conti aveva 11 punti all'ordine del giorno tra cui la nomina dei nuovi amministratori, il voto consultivo sul piano di remunerazione e l'approvazione delle modifiche statutarie sui requisiti di onorabilità e sui compensi dei consiglieri proposte dal ministero del tesoro, maggiore azionista di ENEL con il 31.24% del capitale.
L'assemblea è iniziata alle 14.00. In sala assieme a Mauro Meggiolaro, che rappresentava la Fondazione, c'era anche un rappresentante di Re:Common.
Fcre è intervenuta sul primo punto all'odg (approvazione del bilancio). La Fondazione ha chiesto maggiori informazioni sulla sentenza di Porto Tolle, che ha condannato (in primo grado) Enel e alcuni suoi ex dirigenti per inquinamento e danni alla salute.

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Giovedì 8 maggio la Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Fcre) ha partecipato all'assemblea degli azionisti di ENI come azionista critico. Prima dell'assemblea Fcre ha inviato a Eni circa 100 domande - in particolare sulla presenza di ENI e delle sue controllate in paesi a fiscalità agevolata - ai sensi dell'art. 127-ter del TUF. Alle domande è stato data risposta online sul sito di Eni il giorno prima dell'assemblea. Le domande e le risposte si possono leggere qui.

L'ultima assemblea dell'era Scaroni aveva 17 punti all'ordine del giorno tra cui la nomina dei nuovi amministratori, il voto consultivo sul piano di remunerazione e l'approvazione delle modifiche statutarie sui requisiti di onorabilità e sui compensi dei consiglieri proposte dal ministero del tesoro, maggiore azionista ENI con il 30% del capitale.
In sala assieme a Mauro Meggiolaro, che rappresentava la Fondazione, c'erano anche tre rappresentanti di Amnesty International Italia (tra cui il nuovo direttore Gianni Rufini), Elena Gerebizza di Re:Common e quattro rappresentanti dell'ONG britannica Global Witness (tra i quali il direttore Simon Taylor). Nel 2008, quando l'iniziativa è partita, in sala c'era solo la Fondazione. Oggi partecipano come azionisti anche altre organizzazioni della società civile, segno che - grazie a FCRE - l'azionariato critico viene riconosciuto sempre di più come strumento complementare alle campagne delle associazioni ambientaliste e per i diritti umani.

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