L'Unione Europea sta rivedendo le sue regole sui diritti degli azionisti per fare pressione sulle imprese quotate al fine di incentivare una crescita a lungo termine e sostenibile. Come ha riportato Reuters il 16 gennaio la revisione proposta renderà più facile per le aziende l'identificazione degli azionisti, costringerà gli asset managers a una maggiore trasparenza sulle strategie di investimento e darà agli azionisti maggiore voce in capitolo sulla remunerazione dei dirigenti. Sergio Cofferati, relatore della bozza di emendamenti alla proposta della Commissione di revisione della direttiva comunitaria numero 36 del 2007 ha proposto di andare oltre: secondo Cofferati i dipendenti devono poter avere voce in capitolo sui bonus corrisposti ai manager e gli investitori a lungo termine dovrebbero essere ricompensati con poteri aggiuntivi.

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La saga di Eni in Nigeria continua. La magistratura italiana, secondo quanto riportato dalla stamoa (vedi Il grande accusatore Eni. Il rais nigeriano..., La Repubblica 7 ottobre 2014), sta cercando di tracciare il giro di tangenti pagate dalla Compagnia petrolifera italiana ai politici locali e a intermediari al fine di facilitare l'acquisizione del campo di esplorazione petrolifera Opl 245 . Agli inizi di settembre la magistratura ha congelato circa un miliardo e 90 milioni di dollari tra il Regno Unito e la Svizzera. 

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