Nuovo progetto editoriale di Energo Club onlus “Questa svolta tocca a noi” si rivolge principalmente a famiglie, enti locali e imprese e intende essere uno strumento agile e completo, da cui trarre spunto per azioni concrete che contribuiscano a 'svoltare' verso le fonti rinnovabili e passare a un’economia 'carbon free'.

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica porta il suo contributo al dibattito "modello energetico Fossile/Rinnovabili" con un approfondimento a cura di Andrea Baranes sull'attività di Azionariato Critico con i colossi italiani dell'energia Eni ed Enel.

La pubblicazione del libro sarà frutto di una produzione dal basso con sottoscrizione popolare cui è possibile prenotare la copia sulla piattaforma di Crowfunding Produzioni dal Basso.

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La questione della Terra lega a se problematiche di carattere sociale, ambientale ed economico (erosione del terreno e speculazione edilizia, inquinamento, cementificazione, sfruttamento e depauperamento da agricoltura intensiva, tracciabilità e certificazione degli alimenti, biodiversità e recupero di antiche pratiche...). Dall'esigenza di una profonda riflessione su queste problematiche per la ricerca di strumenti finanziari per l'accesso alla terra ed uno sviluppo sostenibile dell'agricoltura, nasce l'idea del bando Un fondo per la Terra, lanciato nel 2011 dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica in collaborazione con Banca Popolare Etica, Aiab, Sefea, Mag2 Finance, Scret. 

La ricerca è a cura della dott.ssa Valentina Moiso, assegnataria della borsa di ricerca. La ricerca pone in evidenza un'analisi sui confini giuridici, tecnici, economico-finanziari e di governance per uno strumento finanziario dedicato alla raccolta di denaro per l’acquisto di terreni da affidare ad agricoltori, in maniera onerosa e con alcuni vincoli da rispettare in merito alla destinazione dei terreni (esclusivamente agricola), alle pratiche colturali (biologiche) e alla vendita dei prodotti (privilegiando il consumo vicinale). 

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libro_george"Il mondo non è mai stato così ricco e oggi abbiamo a disposizione tutti i saperi, gli strumenti e le competenze di cui abbiamo bisogno. Potremmo goderci un mondo pulito, verde e ricco, in grado di garantire a tutti una vita dignitosa su un pianeta sano. Non è una remota utopia, ma una possibilità concreta. La crisi potrebbe rappresentare una straordinaria opportunità per costruire un mondo del genere." Mentre Susan George scriveva queste righe, la crisi greca era appena iniziata e non c'era ragione per lasciare che la questione del debito sovrano ellenico traboccasse, estendendosi fino al punto da contagiare praticamente l'intera Europa.

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finanzaindigrandeIl benessere dei cittadini sembra importante solo nella misura in cui stimola i consumi e quindi fa guadagnare i mercati.
Autore Andrea Baranes, edito dalla Casa Editrice Ponte alle Grazie.
2012: l’Italia è in recessione. Cittadini e lavoratori pagheranno di nuovo il conto di una crisi causata da una finanza-casinò ai cui profitti non partecipano, ma di cui scontano le perdite. La speculazione prosegue indisturbata, mentre i piani di austerità, ci si dice, costituiscono i soli modi per «restituire fiducia ai mercati». Restituire fiducia: come se al contrario non fosse il sistema finanziario a doversi riconquistare la nostra fiducia.

Sentiamo parlare tutti i giorni di debito pubblico, di derivati, di spread: ma è difficile capirci qualcosa, e sembra difficilissimo intervenire come singoli per cambiare le cose. Non è complicato comprendere la finanza, e neppure agire in prima persona: Finanza per indignati lo dimostra, partendo dagli argomenti più semplici – cos’è la finanza, come funzionano le borse e le banche – e conducendo progressivamente il lettore a comprendere a fondo i meccanismi della speculazione, i nuovi strumenti finanziari, la situazione dei conti italiani, l’impasse dell’Europa. Negli ultimi illuminanti capitoli, il lettore avrà gli strumenti per valutare con cognizione di causa le soluzioni indicate dagli economisti critici e dai movimenti di protesta di tutto il mondo: e, siamo pronti a scommetterci, si ritroverà più indignato di prima, ma meno pessimista e meno disposto a tollerare soprusi nel nome del (presunto) Libero Mercato.
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